Diario del Sindaco n. 4

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Data:

15 Luglio 2015

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Descrizione

Riusciamo anche quest’anno a non aumentare il prelievo dalle tasche dei nostri concittadini, mantenendo inalterati i servizi. Abbiamo apportato minime variazioni all’IRPEF comunale che ci consentiranno di aumentare in maniera significativa il numero dei cittadini che non dovranno più pagare l’IRPEF comunale medesima (quelli con reddito più basso). Abbiamo fatto una scelta di solidarietà verso le fasce più deboli.

Per obbligo di legge abbiamo dovuto metter mano al nostro bilancio.

Questo, legittimamente, si reggeva su un equilibrio di voci (entrate e uscite).
Legittimamente si poteva, prima, annoverare tra le entrate anche alcune voci di dubbia esigibilità che, tuttavia, concorrevano all’equilibrio (a far portare i conti).
Ricordo, solo incidentalmente, che per 5 anni ho chiesto la riduzione fino alla cancellazione di queste voci.
Da un bilancio siffatto era derivato negli ultimi anni un avanzo (cioè il contrario del “rosso” o dello scoperto di conto) di qualche centinaio di migliaia di euro.
Oggi le nuove norme impongono, finalmente, di eliminare tutti questi artefatti utilizzati per coprire cosmeticamente i conti pubblici.
Dall’operazione effettuata (cancellare tutti i debiti e crediti fittizi perché inesigibili) è scaturito per il nostro Comune un disavanzo (“rosso” del conto) di alcune centinaia di migliaia di euro.
Lo Stato ci dava la facoltà di affrontare il debito o spalmandolo in 30 anni (la maggior parte dei Comuni ha scelto questa opzione), oppure di coprirlo con risorse proprie (cioè il vecchio avanzo).
La prima opzione comportava lo scarico sulle future generazioni dei debiti vecchi, ma lasciava libero l’avanzo che poteva essere utilizzato “oggi” per opere pubbliche (scelta dell’uovo oggi piuttosto che la gallina domani). Una classe politica che avesse privilegiato il conseguimento del consenso popolare, probabilmente avrebbe scelto questa opzione.
Noi abbiamo optato per la seconda ipotesi: utilizziamo l’avanzo per coprire il debito, il”rosso”.
Forse non guadagneremo consensi, ma ora il bilancio è a posto, non gravato da scheletri.
E questo è un fatto, un fatto di soldi nostri, di qualche centinaio di migliaia di euro.
Preferisco avere pochi consensi per questo, da parte di chi ha ancora un po’ di buon senso, piuttosto che prendere per il naso i miei concittadini.
Un’ultima considerazione: se dopo l’operazione trasparenza o chiarezza di bilancio, voluta e imposta dallo Stato, noi l’avanzo non ce l’abbiamo più, voi sapreste dirmi che cavolo di avanzo era? Fortunatamente per i nostri figli e per le future generazioni, la maggior parte di voi questo lo aveva già capito.
Auguro una buona estate a tutti.

--
Rolando Pecora

A cura di

Ultimo aggiornamento: 15/07/2015, 12:17

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